Longevità & Salute Mentale: le due dimensioni di un unico benessere

A cura di Fiorella Palombo Ferretti

 

Introduzione

In Italia si parla di longevità: vivere più a lungo e meglio. Tuttavia, la longevità non riguarda solo la nutrizione e i passi quotidiani. La componente psicologica è fondamentale. Senza motivazione, autoregolazione e gestione dello stress, le abitudini sane finiscono per interrompersi. Inoltre, è cruciale progettare interventi che non siano solo per chi sta bene, poiché una parte significativa della popolazione già convive con cronicità, declino cognitivo o disagio psicologico.

“Longevità non significa solo aggiungere anni di vita, significa aggiungere vita agli anni”

Fondamentale la salute psicologica e la motivazione per mantenere lo stile di vita e di pensiero sano e longevo.

La longevità non si limita alla nutrizione, all’integrazione alimentare e al movimento.

Significa motivazione, autoregolazione, consapevolezza, gestione dello stress e intelligenza emotiva, senza le quali l’adesione alle abitudini sane si interrompe.

E soprattutto, non possiamo progettare interventi “solo per chi sta bene”: una quota enorme di popolazione convive già con cronicità, declino cognitivo e disagio psicologico.

 

Dati principali in Italia

Eccesso di peso: Secondo l’ISTAT (2023), il 46,3% degli adulti è in eccesso di peso, con il 34,6% in sovrappeso e l’11,8% di obesi.

Tra i bambini e adolescenti di 3-17 anni, il 26,7% è in eccesso di peso.

Disagio psicologico: L’ISS (ESEMeD) stima che circa 3,5 milioni di adulti abbiano sperimentato disturbi mentali nell’ultimo anno, mentre oltre 8,5 milioni li hanno affrontati nel corso della vita. In Italia quasi 1 adulto su 2 è in eccesso di peso e milioni di persone vivono con ansia o depressione.

Patologie croniche: Nel 2023, il 40,5% dei residenti ha riferito almeno una patologia cronica significativa.

Invecchiamento: Nel 2024, gli over-65 rappresentavano circa il 24,3% della popolazione, con proiezioni ISTAT che stimano un aumento al 34,6% entro il 2050.

Declino cognitivo e demenze: L’Osservatorio Demenze stima circa 1,1 milioni di persone con demenza, di cui il 50-60% con Alzheimer, e circa 900.000 con disturbo neurocognitivo minore (MCI).

 

Ricaduta economica

Il trattamento delle malattie legate a sovrappeso e obesità assorbirà mediamente l’8,4% dei budget sanitari nei Paesi OCSE nelle prossime decadi. Senza prevenzione integrata, i costi sanitari e la perdita di produttività continueranno ad aumentare.

 

Perché la psicologia è il motore della longevità

Senza interventi volti a migliorare la motivazione, la gestione delle emozioni e l’auto-efficacia, è difficile mantenere abitudini salutari come l’attività fisica regolare e la rinuncia a cibi poco salutari.

Corpo e mente formano un circuito unico di aderenza, dove la mente costruisce la routine e il corpo la rafforza con feedback positivi come energia, sonno e umore migliorati.

Ippocrate diceva: “prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare a ciò che lo ha fatto ammalare”.

Sottolinea l’importanza della volontà di abbandonare comportamenti e abitudini che causano sofferenza, malattia e invecchiamento precoce. Significa costanza nella tutela della propria salute.

La costanza non è “forza di volontà” astratta: è progettazione comportamentale e cognitiva + rinforzi

 

Cosa fare adesso, proposte operative

la longevità inizia fin da bambini e in particolare in adolescenza poiché in questa fase si gettano le basi per la salute futura, influenzando la qualità della vita adulta e il rischio di patologie. La riserva neurocognitiva.

1. Motivazione al movimento

Definire Micro-obiettivi giornalieri
Intenti di implementazione dello stile di vita (Intenzioni da ripetere ogni giorno) es. 20’ camminata o 2×10’: compiti “sempre fattibili” = alta probabilità di successo; diario di aderenza al movimento + rinforzo settimanale. Implementation intentions (“Se è finita la pausa pranzo, allaccio le scarpe e cammino 10’”): riducono l’attrito decisionale.
Coppia o gruppo dei pari: Camminate con un partner o in compagnia: aumenta l’aderenza, specie in over-60 e in chi ha sintomi depressivi lievi.
Farmacia hub: “passi in farmacia” con reminder e tracciamento semplice per le persone già in carico per cronicità.
Controllo del peso direttamente in farmacia ogni 15 giorni.
Esercizi sul nervo vago e per la riduzione del cortisolo (attenzione alla respirazione. Cicli di respirazione inspiro/espiro =1 ciclo, da 6 a 9 massimo al minuto)

Spesso le persone una volta raggiunto il risultato desiderato, tendono a tornare alle vecchie abitudini. È fondamentale creare nuove abitudini di auto sostegno psicologico, modificare lo stile di pensiero

2. Nutrizione & rinuncia ai cibi dannosi (fame emotiva sotto controllo) – Cue control a casa e lavoro (disponibilità alimenti sani visibili; junk fuori vista).
– Delay & swap: rimanda di 10’ e sostituisci con snack proteico/fibra.
– Mindful eating 5 minuti: rallentare → più segnali di sazietà → minori picchi impulsivi.
– Brevi tecniche di regolazione (respiro diaframmatico 3 – 2- 8 prima dei pasti quando c’è trigger emotivo.
Alimentazione consapevole

3. Integrare chi ha cronicità (non solo chi sta bene)

MMG-Farmacia-Psicologia (screening motivazionale + counselling breve + obiettivi motori).

Scale rapide (PHQ-2/PHQ-4, GAD-2- e non diagnostiche es. Il Semaforo della Salute) per intercettare umore/ansia che sabotano aderenza ai piani dietetico-motori

Gruppi di cammino a intensità modulata per diabete, BPCO, cardiopatie stabili; rinforzo sociale = più costanza.

Educazione su farmaci/aderenza + comportamenti (es. timing assunzioni, routine giornaliere).

Controllo parametri fisiologici con follow-up in farmacia

4. Integrare declino cognitivo lieve nella longevità

Valutazione rapida delle abilità cognitive con test.

Programmi “MOVE+MEMORY” routine giornaliere strutturate

Ambiente pro-memoria (etichette, checklist visive, oggetti segnale vicino alle scarpe da cammino).

Programmi di attività fisica associata a compiti cognitivi (collaborazione con le associazioni locali)

Audiovisivi esplicativi che scorrono in farmacia.

Supporto di ascolto ai caregiver: riduce drop-out e ricoveri evitabili.

5. Integratori per il benessere mentale (sempre su indicazione professionale, valutando interazioni/condizioni cliniche)

Omega-3, Magnesio, Vitamine B, C e Vitamina D con K2 (sempre su indicazione professionale): sostegno a funzioni cognitive, tono energetico e regolazione neurochimica. Melatonina per regolazione del sonno fondamentale per controllo appetito, umore e recupero.
Adattogeni come Withania somnifera/Ashwagandha e Rhodiola associati a oli essenziali per calmare la tensione emotiva o L. teanina, biancospino.

 

Messaggio chiave

I numeri sull’eccesso di peso e il disagio psicologico, sono alti.

Le cronicità e l’invecchiamento, stanno crescendo.

Il declino cognitivo e demenze interessano già milioni di persone e famiglie.

La strategia vincente è integrare motivazione, competenze emotive e sostegno di prossimità nei percorsi di attività fisica e nutrizione, anche per chi ha già diagnosi o limitazioni.

Non possiamo progettare interventi “solo per chi sta bene”:

In questo modo, la longevità diventa un risultato concreto, equo e sostenibile per le persone e per il sistema sanitario nazionale.